Un passo sul posto

Tempo stimato di lettura: 2 minuti.

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Sto facendo qualcosa.

Sto mettendo un passo davanti all’altro.

Passo dopo passo.

Curva dopo curva.

Mi sto muovendo.

Sto facendo “passi avanti”, sì, ma verso dove, o meglio: verso cosa?

Verso il giorno dopo della vita; punto.

Ogni passo che faccio punta sì ad una destinazione finale pensata, idealizzata, con la speranza che sia “predestinata”.

Ogni passo che faccio, sinceramente, punta a finire la giornata, punta a concludere piccoli traguardi che a volte conducono a ciò che si vorrebbe, altre allontano, così ci sono giorni che cammino sul posto, ma in cui son stanca ungualmente.

Il panorama non cambia, ma sai che c’è?

C’è che a volte va bene così, a volte non serve “fare progressi”, a volte serve solo camminare sul posto e osservare.

Osservare la strada percorsa, osservare dove si è, insomma dove si è giunti, e godere del paesaggio che si ha attorno, che poi, altro non è che la prospettiva da cui, in quel momento, si guarda il mondo.

Ogni traguardo raggiunto la cambia.

Cambia la prospettiva e anche il modo di approcciarsi a ciò che ci circonda, quindi, a volte, è meglio un passo in più sul posto, per ricordare dove si è stati, per non dimenticare che a volte serve una prospettiva diversa, a volte l’inesperienza e la prudenza che con essa si accompagna servono.

L’esperienza si accompagna all’imprudenza all’insegna del “tanto l’ho fatto mille volte, so come funziona”, invece no, la prudenza serve.

Proprio per questo accade, proprio per questo per anni si cammina sul posto, il panorama non cambia e i progressi sembrano impossibili.

No: non è tempo sprecato, perso.

Sta a noi capirlo, sta a noi godere di quel panorama che è sempre lo stesso, ma che, a seconda dell’esperienza, coglieremo in modo diverso.

Quindi sì: sto mettendo un passo davanti all’altro, senza fretta; non corro.

Metto un passo davanti a quello indietro con innanzi lo stesso panorama, ma non lo guardo: lo osservo.

Osservo e imparo.

Ogni giornata conclusa non è sprecata.

Ogni giornata mi condurrà a quel domani che potrebbe essere il giorno del cambiamento.

Quindi, anche se questo mese la giostra si fermerà e sembrerà “girare sul posto”, non sarà tempo perso, sprecato: sarà guadagnato.

Perché assieme al giostraio vi godrete il panorama.

Buone vacanze, i nuovi giri torneranno a settembre.

Un grande grazie a tutti i passeggeri di questa piccola giostra.

Il giostraio

Il giostraio ti propone un brano da ascoltare dopo la lettura.

Bandabardò – Se mi rilasso collasso:

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