L’osteria del Bagno D’Oro

Era un’oste.

Serviva bicchieri colmi di schiuma agli avventori della sua osteria.

La schiuma delle sue bevande era bianca, morbida, gustosa.

Doveva fare attenzione quando serviva quei boccali, un movimento sbagliato e la schiuma sarebbe straboccata.

Tutte quelle bollicine bianche, fitte fitte, schiuma, sarebbero colate lungo il manico del boccale, avrebbero imboccato il polso, scivolando, giù, verso il gomito, prima di abbandonarsi al suolo.

Aspettava le ordinazioni ritta dietro al bancone, era alto, nessuno poteva notare che mentre attendeva era seduta.

Non serviva ai tavoli, si occupava di tutto dal bancone, era così che voleva gestire la sua osteria: “servizio al banco”.

Così avrebbe potuto mantenere bassi i prezzi.

I piatti di cibo erano schiuma, densa schiuma, tutto ciò che serviva era schiumoso, c’era anche la zuppa, tiepida, liquida, con uno strato leggero di bollicine bianche al centro.

Prima di servirla, la zuppa, la mischiava, mischiava e il piccolo strato di schiuma creava disegni, vortici, mentre lo faceva sorrideva, era questo il segreto della sua zuppa, non era statica, noiosa, era un’opera d’arte, un disegno in continua evoluzione.

I capelli, lunghi, scuri, erano acconciati sulla testa, bagnati, le piacevano così, erano più gestibili, più “acconciabili”.

Li arrotolava sul capo, decorava il centro del groviglio di capelli con una spruzzatina di bollicine, duravano poco, ma non le importava.

Aveva sette anni.

Era l’oste della sua vasca da bagno.

La mamma le preparava il bagno con acqua bollente; sapeva fare la schiuma, una schiuma alta, come quella delle pubblicità, pareva nuvole, zucchero filato, era stupenda.

La mamma poi la chiamava, era una festa, non poteva farlo sempre un bagno così, che poi non era un vero bagno, era un gioco, un viaggio con la fantasia, un momento solo suo, la mamma se ne andava, socchiudeva la porta e la lasciava giocare, immaginare.

Lei si immergeva, non era più Caterina, era “l’oste del Bagno D’Oro”, serviva boccali di finta birra colmi di schiuma.

Serviva pietanze schiumose ai suoi clienti immaginari.

Si acconciava la testa dopo essersi lavata i capelli, averli cosparsi di shampoo, schiuma, erano come pongo, i capelli, li plasmava come voleva, poi si specchiava nel rubinetto della vasca, si sentiva bellissima, bellissima e pronta per aprire la sua osteria.

Il gioco sarebbe finito quando la schiuma si fosse sciolta tutta, era il patto fatto con la mamma: “vorrai mica diventare un pesciolino? Con le mani palmate? No? Bene, allora il bagno dura il tempo della schiuma”; aveva detto la mamma.

Ma lei barava, ne faceva venire dell’altra, quando accendeva l’acqua calda perché aveva freddo.

Era bellissimo, quel gioco, creava torte fantastiche, con i suoi bicchierini di plastica e i suoi piattini.

Lei immaginava.

Non aveva bisogno d’altro.

Aveva sette anni e le bastava immaginare per fare tutto ciò che avrebbe voluto.

L’immaginazione rende liberi.

Lei si sentiva libera di fare ed essere qualsiasi cosa.

Lei sapeva che doveva tenerla stretta, la nonna glielo ripeteva sempre: “non perderla”, lei l’aveva capito, non avrebbe perso la capacità di immaginare.

Solo chi sa immaginare di cambiare il mondo, poi lo cambia davvero.

E voi?

Siete ancora capaci di immaginare?

Servite boccali colmi di schiuma come fosse birra quando vi fate il bagno?

No, non è infantile, è importante, la capacità di immaginare è importante, conduce oltre, oltre i propri limiti.

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Il giostraio, pur non essendo un grande intenditore di musica, né conoscitore della storia personale di ogni singolo artista, vi propone un brano da ascoltare dopo la lettura.
N.B. la canzone, come sempre, è stata cercata e scelta dopo aver scritto il giro di giostra e non viceversa.

Alex Britti – La vasca:

2 commenti su “L’osteria del Bagno D’Oro

  1. Ah ah…un sorriso stampato mi hai regalato!!!
    Quando ho capito, una risata fragorosa ha riempito la mia stanza…
    Quant’e’ vero…la fantasia e’ una cosa meravigliosa!!!
    Io non l’ho mai persa, anche nei momenti non piacevoli, lei c’e’ sempre stata!!
    Veniva a trovarmi, si metteva vicino a me e raccontava storie che mi rendevano felice!!!
    Grazie caro Giostraio, dopo i fatti orribili che sono successi, un sorriso dolce era necessario..
    Ti lascio un abbraccio di cuore sempre…e lo sai!!~⭐💗⭐~
    Buon Weekend per tutto e una bacio grande ti mando ~⭐Roby⭐~

    • Buona sera cara Roberta,
      sono proprio felice di essere riuscita a regalarti un bel sorriso!!!:-) 🙂
      Credo davvero che la fantasia sia uno dei beni più preziosi a nostra disposizione per superare le difficoltà che la vita ci farà affrontare, senza fantasia credo ci perderemmo nell’ansia e nell’angoscia, la fantasia aiuta ad andare oltre, a guardare oltre al “momento no” e scorgere la speranza.
      Credo che questo giro sia giunto al momento giusto, la settimana era troppo tesa per una riflessione impegnativa.
      Ti auguro una stupenda serata, domani sarà un giro di giostra particolare, proverò a “raccontare” un articolo della nostra Costituzione, ma non ti dirò quale ;-P
      Ancora buona serata, a prestissimo.
      Ti lascio un abbraccio affettuoso, grazie per non esserti ancora stufata di questa giostra.
      Il giostraio.

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